giovedì 12 gennaio 2012
Lo sconto è la mia mission
C’è marchetta e marchetta. C’è quella imposta dal Caposervizio, magari per ringraziare qualcuno del panettone ricevuto a Natale. C’è quella voluta dal Caporedattore, magari per ingraziarsi il prossimo editore a cui ha già mandato il suo cv. C’è quella dettata dal Direttore, per finanche troppo chiare ragioni di lobbying. E c’è ovviamente anche quella dell’Editore, quasi sempre sotto “dittatura” di sua moglie o dell’amante. Insomma, sui giornali c’è solo da sbizzarrirsi: l’articolo compiacente, servile e pilotato, è dietro l’angolo di ogni foglio. Chi fa ufficio stampa ha un fiuto particolare per le marchette, forse perché ne produce in quantità industriale. Le sa riconoscere, apprezzare e perfino ricondurre alla casa madre, con tanto di nome e cognome del marchettaro di turno. Anche per noi professionisti della marchetta, tuttavia, resta un insondabile mistero in questo mare magnum di piaggeria. È la rubrica “Un professionista al giorno” di ItaliaOggi, spassoso appuntamento quotidiano di cui vi regaliamo un’immagine tanto significativa quanto imbarazzante in allegato. In un trionfo cafone di Ferrari, Rolex, cravatte Hermès, iPod, iPhone, iPad e/o Blackberry (detto “bb” per gli utilizzatori finali), tacchi dodici Cesare Paciotti, champagne Moët & Chandon e caviale beluga su sfondo giallo, ogni giorno un effluvio di parole untuose e ammiccanti intonano un peana dedicato a un uomo o a una donna di “successo” nel proprio campo professionale. E ogni giorno, dinanzi a questa pagina, ci chiediamo stordite: “Perché?”. E ancora: “Chi paga chi?”. E infine ci consoliamo pensando che davvero al mondo c’è sempre chi se la passa peggio di noi: lo scribacchino di “Un professionista al giorno”.
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2 commenti:
Direi che prima di dare dello scribacchino a chicchessia sarebbe quantomeno dignitoso elevarsi al livello dello stesso scribacchino mettendola firma alle proprie parole.
Forse non ci siamo spiegate bene, o forse non hai capito quello che hai letto (o forse tutte due). Il sarcasmo (se si nota) è dedicatissimo alla testata e alla rubrica. La nostra simpatia ed empatia sono tutte per lo scribacchino di cui sopra. D'altra parte noi scribacchiamo ma siamo pure oche da combattimento. Due in uno.
In ultimo, restiamo sotto questo simpatico pseudonimo per una ragione evidente: non siamo ricche, dobbiamo lavorare.
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